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IL PROGETTO

UNA DANZA DI DOLORE

Il videoclip è ispirato ad una storia vera, il disastro di Mercinelle, avvenuto il Belgio l'8 Agosto 1956. Gli autori della canzone, Ezio Noto e Mario Ciola si sono ispirati alla storia di un giovane abruzzese, un minatore di 19 anni, Angelo Damiani il vero nome, nato a Farindola (Pe) il 20 aprile 1937 che muore giovanissimo nel disastro minerario di Marcinelle (Charleroi), senza aver mai fatto l’amore con la sua ragazza lasciata al paese, Ninnella. Attraverso le parole del poeta, nella canzone Angelo narra la sua storia, la separazione, il viaggio, il suo grande amore, la disgrazia. Si narra che dopo l’incidente egli sia diventato una tarantola e che da allora continua ad amare Ninnella e a raccontarci questa storia.

In una casa di campagna, Ninnella e la sua famiglia apprendono la terribile notizia dalla radio.
Arriva l’odore acre, l’eco della morte di 262 persone, 136 Italiani, fra questi c’è il suo ragazzo, il suo Angelo. Inizia una danza (taranta frenetica e triste) che vorrebbe esorcizzare e allontanare questo immenso dolore, di giorno, al tramonto, poi di sera, di notte, fino allo sfinimento. Il suo pianto è il pianto di tutte le donne, le figlie, le mogli, le madri, le fidanzate che hanno perso i propri cari in quella disgrazia.

 

IL PROGETTO.

UNA DANZA DI DOLORE

Il videoclip è ispirato ad una storia vera, il disastro di Mercinelle, avvenuto il Belgio l'8 Agosto 1956. Gli autori della canzone, Ezio Noto e Mario Ciola si sono ispirati dalla storia di un giovane abruzzese, un minatore, Angelo Damiani il vero nome, nato a Farindola (Pe) il 20 aprile 1937 che muore giovanissimo, aveva 19 anni il giorno del disastro minerario di Marcinelle (Charleroi), senza aver mai fatto l’amore con la sua ragazza lasciata al paese, Ninnella. Attraverso le parole del poeta, nella canzone Angelo narra la sua storia, la separazione, il viaggio, il suo grande amore, la disgrazia. Si narra che dopo l’incidente egli sia diventato una tarantola e che da allora continua ad amare Ninnella e a raccontarci questa storia.

 

In una casa di campagna, Ninnella e la sua famiglia apprendono la terribile notizia dalla radio.
Arriva l’odore acre, l’eco della morte di 262 persone, 136 Italiani, fra questi c’è il suo ragazzo, il suo Angelo. Inizia una danza (taranta frenetica e triste) che vorrebbe esorcizzare e allontanare questo immenso dolore, di giorno, al tramonto, poi di sera, di notte, fino allo sfinimento. Il suo pianto è il pianto di tutte le donne, le figlie, le mogli, le madri, le fidanzate che hanno perso i propri cari in quella disgrazia.

 

UNITI NELLA MEMORIA

I DIALETTI REGIONALI IN UNA CANZONE

Furono 262 i minatori che persero la vita in quell’incidente in Belgio, 136 italiani. Molte Regioni italiane hanno avuto figli da piangere. Per un pezzo di pane hanno lasciato gli affetti, la loro terra per andare a trovare la morte in quell’incendio terribile, all’inferno, sottoterra.

La canzone e il videoclip vogliono unire le Regioni che hanno avuto vittime in quella tragedia, attraverso il loro dialetto, le loro parlate. Infatti il testo della canzone è scritto assemblando e utilizzando i diversi idiomi.
I temi trattati sono attualissimi e riguardano l’emigrazione, la sicurezza sul lavoro, i sentimenti e l’amore, la dignità degli esseri umani.

UNITI NELLA MEMORIA

I DIALETTI REGIONALI IN UNA CANZONE

Furono 262 i minatori che persero la vita in quell’incidente in Belgio, 136 italiani. Molte Regioni italiane hanno avuto figli da piangere. Per un pezzo di pane hanno lasciato gli affetti, la loro terra per andare a trovare la morte in quell’incendio terribile, all’inferno, sottoterra.

 

La canzone e il videoclip vogliono unire le Regioni che hanno avuto vittime in quella tragedia, attraverso il loro dialetto, le loro parlate. Infatti il testo della canzone è scritto assemblando e utilizzando i diversi idiomi.
I temi trattati sono attualissimi e riguardano l’emigrazione, la sicurezza sul lavoro, i sentimenti e l’amore, la dignità degli esseri umani.

IL BACKSTAGE

Guarda la lavorazione del video, girato tra Caltabellotta e Ribera (Ag), con Lucia Amodei (Ninnella), Raimondo Moncada e Lucia Nicuzza Alessi (la famiglia della protagonista) e Massimiliano Colletti (Angelo Damiani).

Make up - Anna Triolo
Assistente - Massimiliano Colletti

con la collaborazione di: Franco Colletti, Antonio Liotta, Pino Tortorici, Patrizia Noto, Pietro Mulè, Lorella Noto, Francesco Barbata, Pasquale Augello, Libero Reina, Totò Randazzo, Marco Milone, Roberta Izzo, Carmelo Russo e Giuseppe Urso.

Presentato all'Auditorium Rai Sicilia da:

Ezio Noto e Disiu, CGIL, Medinova, Disco33 Recording Studio.

 
 
 

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AUTORI

 

Director/Editor

Make Up Artist

Assistant

Music e lyrics

Pe Cata

Anna Triolo

Massimiliano Colletti

Ezio Noto, Mario Ciola e Disiu

 

AUTORI

Director/Editor Pe Cata

Make Up Artist Anna Triolo

Assistant Massimiliano Colletti

Music/Lyrics Ezio Noto, Mario Ciola, Disiu

 
 

Pe Cata


Filmmaker

Anna Triolo


MUA

Massimiliano Colletti


Assistant
 
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